La rivendicazione della Spagna sul relitto del Titanic a più di 110 anni dall’affondamento

Esiste un trattato sulla conservazione del relitto tra gli Stati Uniti e il Regno Unito. Il relitto potrebbe andare completamente perduto entro il 2050

La nave più famosa del mondo giace da oltre 110 anni a una profondità di quasi 4.000 m. e più di 600 km a sud-est dell’isola di Terranova, in Canada. Sebbene il Titanic fosse di proprietà della compagnia di navigazione britannica White Star Line, affondò in acque internazionali, lasciando un vuoto giuridico sulla sua proprietà che è stato risolto solo cinque anni fa. Tuttavia, l’erosione permanente a cui è esposto il relitto potrebbe distruggerlo entro un massimo di 25 anni, il ché accelera i tentativi di recupero di alcune parti della nave, nonché manufatti e cimeli di valore come gioielli, stoviglie e vestiti.

Dalla scoperta del relitto del Titanic nel 1985, in una spedizione guidata dall’oceanografo americano Robert Ballard, le “escursioni” in fondo al mare per ammirarne, e soprattutto salvarne, alcune parti, sono state costanti fino al 2024.

Da quel momento cominciarono ad apparire mostre sul Titanic con innumerevoli oggetti recuperati e restaurati da queste spedizioni, che alcuni definirono addirittura un saccheggio, in quanto solo la compagnia RMS Titanic aveva il diritto esclusivo di recuperare gli oggetti trovati nel relitto, ma non le visite, le fotografie o le riprese di amatori e curiosi.

Il Titanic sebbene si sia inabissato al largo delle coste dell’isola di Terranova, è affondato in acque internazionali, per cui il relitto non ha mai avuto un proprietario, sebbene sia stato protetto dalla Convenzione dell’UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale sottomarino.

La compagnia di navigazione britannica proprietaria del Titanic fu sciolta nel 1934 e fino ad allora non offrì alcun piano di recupero né per i morti né per il relitto. Nei primi anni dopo l’affondamento della nave, furono i parenti ad essere interessati al recupero però, date le limitate risorse disponibili in quel periodo, ciò era impossibile.

Così, tra il 1985 e il 2005, gruppi di spedizioni principalmente americane, britanniche e francesi, sono riusciti a scendere fino al luogo esatto del Titanic. Allo stesso modo, le indagini del 2012 hanno rivelato “danni recenti allo scafo del Titanic” dovuti all’avvicinamento di sottomarini e la presenza di una quantità di detriti e macerie scaricate da navi in superficie o abbandonate vicino al relitto.

Esisteva già un trattato tra Stati Uniti e Regno Unito, firmato nel 2003 ma attivo solo dal 2019, con l’obiettivo di preservare i resti della nave che, secondo le parole dell’ex segretario di Stato britannico per il trasporto marittimo, Nusrat Ghani, ora saranno trattati “con la sensibilità e il rispetto dovuti al luogo di riposo di 1.500 persone”. Questo accordo cruciale rende entrambi i paesi gli unici ad avere la possibilità di concedere o rifiutare licenze per recuperare oggetti dal relitto.

L’unica compagnia con diritti: RMS Titanic inc.

Tuttavia, negli ultimi decenni, l’unica società con diritti esclusivi di recupero è stata la RMS Titanic inc., che ha effettuato un totale di otto spedizioni sul relitto della nave, con il conseguente recupero di innumerevoli oggetti eccezionali come oggetti di porcellana, piatti, tazze, collane, orecchini, biancheria da tavola, ecc. Queste immersioni sono state ridotte al minimo nel novembre 2019, quando è entrato in vigore l’accordo tra Stati Uniti e Regno Unito e sono stati aumentati i requisiti legali.

Da allora, l’RMST è stato in grado di effettuare solo alcune immersioni superficiali per catturare immagini dell’esterno della nave, ma senza poter fotografare l’interno o recuperare altri oggetti. Allo stesso modo, non è stato in grado di portare a termine il progetto di esplorazione che prevedeva il recupero della radio Marconi, utilizzata sul Titanic per inviare i primi segnali di aiuto. Di conseguenza, la compagnia britannica ha deciso di sospendere le sue incursioni a tempo indeterminato fino a quando non troverà una soluzione legislativa che le permetta di riportare a terra tutti gli oggetti prima che il tempo e il sistema organico marino erodano e facciano sparire ogni resto del relitto.

Nonostante il trattato e i diritti della RMST, non esiste alcun Paese o società che abbia la piena proprietà del relitto del Titanic, quindi chiunque potrebbe rivendicarne il possesso.

La Spagna ha i diritti su alcuni manufatti del Titanic

In questo modo, la legislazione di ogni Paese stabilisce il diritto di proprietà su qualsiasi bene fisico, in questo caso il Titanic.

Secondo Javier Carrascosa González, professore di Diritto Internazionale Privato presso l’Università di Murcia1, sia gli Stati Uniti che il Regno Unito e la Spagna hanno una legge simile a questo proposito, che stabilisce che “il possesso, la proprietà e gli altri diritti sui beni mobili e immobili, saranno regolati dalla legge del luogo in cui si trovano”.

Una regola in ogni Paese, senza regole a livello europeo, per cui ogni nazione può rivendicare i propri diritti, ma i sistemi giudiziari potrebbero “cambiare l’esito finale sulla proprietà degli oggetti provenienti dal relitto del Titanic”.

Per quanto riguarda la legge spagnola, i beni di cittadini spagnoli ritrovati nel relitto del Titanic sono di proprietà dello Stato spagnolo.

Ciò significa che la Spagna non ha diritti sulla proprietà della sfortunata nave britannica, ma ha diritti su tutti i beni che erano originariamente spagnoli.

  1. Murcia è una città universitaria nel sud-est della Spagna e capitale della regione da cui prende il nome.

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